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6.05.2018 - Sotto l'Aquila del Sempione

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È una bella mattina di maggio. Non sono ancora le sette, il quartiere è ancora intorpidito dal sonno. Il silenzio è rotto solo dal soffio leggero del vento e dal rumore di un bicilindrico in avvicinamento. È la fiammante BMW «GS» di Stefano, che ha accolto il mio invito a sfiorare i duemila metri di quota.
Sì, questa volta le Vespe saranno in netta minoranza. Un giro un po' più impegnativo del solito, anche se per il Vespa Legend Team questa non è certo la prima volta.
Partiamo. Io, papà e Stefano. All'altezza di Cuggiono troviamo gli inossidabili Luca e Laura - i chilometri non li spaventano proprio mai! - e ad Oleggio si uniscono a noi Emiliano e Marinella, anche loro sempre favorevoli ad un bel giro su due ruote.


Procediamo spediti e senza intoppi. Il bello di partire presto è potersi gustare tutto il tracciato, senza ingombranti sorprese. Il che ripaga ampiamente il sacrificio, comunque necessario, della levataccia.
Così ci godiamo tutto il tratto lascustre della statale del Sempione.
A proposito: molti sanno che il tracciato attuale di questa importante arteria è merito di Napoleone, che volle sistemare e potenziare la via di collegamento fra Milano e Parigi. È altrettanto noto che il valico del Sempione abbia origini assai antiche e, pur conoscendo alterne fortune, rappresentò una via di una certa importanza già dal basso medioevo. Pochi invece sanno che il percorso sul territorio italiano fu il risultato di un lavoro eccellente proprio dei tecnici e dei manovali italiani, che subentrarono all'opera disordinata ed inefficace dei colleghi francesi. In effetti basta dare uno sguardo alla strada litoranea, sulla sponda piemontese del lago Maggiore: ampia e pianeggiante, descrive curve dolci, adatte ad un traffico veloce e moderno. Eppure è vecchia di duecento anni.
In effetti prima delle otto e trenta siamo già a Feriolo, per una breve pausa che definirei contemplativa, perché il piccolo borgo - frazione di Baveno - sta dando il meglio di sé, specchiandosi nelle acque placide del lago.


Dobbiamo ora abbandonare il Verbano, per inoltrarci nel territorio Ossolano. Dovendo raggiungere celermente la nostra meta, optiamo per la superstrada, che ci permette uno spostamento rapido, pur con l'insidia di buche sempre più numerose. La potremmo definire «la nostra E45», con riferimento alla Orte-Ravenna, tristemente celebre per la scarsa qualità del manto stradale.
Superata Domodossola, la strada del Sempione acquista pendenza: deve, del resto, superare i primi aspri rilievi alpini, avvantaggiandosi peraltro di una moderna galleria; all'uscita di questa, l'aria si fa decisamente più fresca. Stiamo scalando le Alpi, un pezzo alla volta!
Iselle è l'ultimo abitato prima della dogana. Un piccolo agglomerato di abitazioni, talune ahimè abbandonate ed eppure cariche di fascino. Si comprende che siamo al confine: insegne un po' sbiadite e poco leggibili fanno riferimento ad antiche attività di cambiovaluta. Presso Iselle vi è anche il fornice del traforo del Sempione; l'ingresso, dall'aspetto monumentale, si trova a fianco della strada statale. Se il treno qui s'insinua nelle viscere del Monte Leone, noi dobbiamo piuttosto proseguire nella salita. Le moto del gruppo di certo non avvertono la modesta ma costante pendenza, nell'ordine dell'otto per cento, mentre alle Vespe è richiesto un po' di sacrificio in più. Niente di che, in fondo le nostre PX non sono nuove a questo percorso e raggiungono con orgoglio le nevi che imbiancano il valico.


Ai duemila metri del Passo la quantità di moto parcheggiate è già notevole. Come di consueto, questa enorme distesa occupa l'intero piazzale del bar, oltre alla strada laterale in direzione Briga.


Sono distribuite vivande ed è già partita la musica dal vivo, in attesa della messa che, come ogni anno, sarà celebrata dal tetto del bar.
Tanta neve sulle pendici del monte Leone, e tantissima sul fondo valle. In compenso questa giornata è assai mite ed il sole inizia l'inesorabilmente processo di... cottura per noi che per giunta prendiamo posto sulla neve sfavillante.


Qui troviamo Emanuele con Debora, i quali si uniscono a noi per buona parte della giornata, arricchendo la partecipazione di moto a questa singolare gita del Vespa Legend Team.
Assistiamo alla celebrazione, prevalentemente in tedesco, con orazioni anche in francese ed in italiano. Non mancano richiami al silenzio, ovviamente in italiano!


Al termine, dopo la benedizione, inizia il discreto, ordinato deflusso delle motociclette. Ogni anno è stupefacente come migliaia di moto riescano ad allontanarsi ordinatamente, senza generare caos; merito, certamente, anche dell'organizzazione, che si impegna anche nella non facile gestione del traffico sul passo.


Dal momento che la temperatura dell'aria è apprezzabilissima, conveniamo sull'opportunità di consumare il pranzo al sacco in quota; troviamo dei bei tavoli in granito, non sommersi dalla neve, poco più a valle.
Concluso il pranzo, ci rimettiamo in sella in direzione Italia: ci fermiamo tuttavia per qualche foto sotto alla grande aquila del Sempione, un monumento eretto dalla Brigata Alpina Svizzera nel 1945, per commemorare l'opera delle forze elevetiche, impegnate in quegli anni difficili nella salvaguardia della libertà minacciata.





Rientriamo così in Italia, con immediata «pausa caffè», tassativamente in territorio Italiano (l'espresso svizzero è alquanto costoso e di certo non migliore del nostro!).
Già ad Iselle il caldo si fa opprimente, decisamente inatteso. Valutiamo cosa fare, così Laura propone una veloce visita al Sacro Monte di Domodossola. Volentieri!
Quello di Domodossola è fra i nove Sacri Monti pedemontani che l'Unesco considera «Patrimonio dell'Umanità». Esso celebra la crocifissione di Gesù e per questo viene detto «del Monte Calvario»; idealmente l'ascesa al Sacro Monte, edificato sul colle Mattarella, vuole rappresentare la salita al Calvario, teatro della Passione narrata nei Vangeli.


Il complesso fu edificato fra il XVII ed il XVIII secolo, in quella stagione che del resto vide fiorire l'intero circuito devozionale e narrativo dei Sacri Monti piemontesi e lombardi.
Esso si innesta sulle rovine di una precedente fortezza del X secolo, distrutta nel 1415. Sono ancora ben conservate le antiche fortificazioni, alle quali fanno da corollario le strutture proprie del Sacro Monte, con conta dodici cappelle ed il santuario dedicato al SS. Crocifisso.
Alla costruzione partecipò come finanziatore quel barone Stockalper, signore del Vallese, che fu anche promotore della mulattiera presso il passo del Sempione, di fatto il tracciato che poi Napoleone sostituì con la moderna strada carrabile.


Un po' affaticati per il caldo, ci rimettiamo in viaggio verso il lago; ad una pausa rifornimento apprendiamo che Dario ed Emanuela sono a spasso nei pressi di Stresa; il tempo di concordare un ritrovo e ci incontriamo per una fresca merenda in quel di Feriolo.


Da qui inizia il rientro: preferiamo evitare il lungolago, per via del traffico che va aumentando; scegliamo la variante a noi cara, con la salita verso il Vergante, passando da Someraro e da Levo. Il tragitto collinare è privo di traffico, risparmiandoci l'affanno di qualche coda. Usciamo a Montrigiasco, e da lì ritorniamo sulla SS32, in direzione Novara, all'altezza di Castelletto Ticino. Da Oleggio le nostre strade iniziano a dividersi. Il sole sta calando, proiettando la sua luce calda su alcune nuvole scure che incombono sulla Lombardia.
Arriviamo a casa giusto in tempo prima che si scateni un forte temporale. Ma la mente è rimasta sotto al cielo terso del Simplonpass.

¹ Per maggiori informazioni: http://viestoriche.net/indexold-a/sempsto.htm

Grazie a Stefano per le riprese on board dal Passo sino al Sacro Monte di Domodossola.





Commenti

  1. Racconto appassionato fin nei dettagli e con interessanti cenni storici, stile Marben :-) grazie!
    Sono stata titubante nel partecipare per via delle condizioni meteo avverse ad inizio settimana e della levataccia... e nel pensare: roba da uomini (meno male che mi ha rassicurato la presenza di Marinella)!
    Invece, bellissima giornata di sorprese: l’atmosfera e il caldo al Sempione (e ahimè al ritorno in basso), l’incontro con Emanuele&Debora (in-vece di Giorgio&Sandra) e più in giù con Dario&Manu…
    E poi panorami sempre bellissimi dalle amate montagne :-) davvero siamo giunti fino alla porta del Paradiso ;-) anche se temporaneamente chiusa :D
    Vespe&Moto insieme appassionatamente, grazie anche a Stefano per le riprese...
    Alla prossima!

    RispondiElimina
  2. Bellissima giornata clima perfetto posti stupendi ,racconto foto e video ottimo ,grazie a Stefano e a tutti per la compagnia.

    RispondiElimina

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