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22-26.04-2016 - Nel Cuore d'Italia

   
Da 22-26 aprile 2016 - VRaduno a Bevagna (PG)

Il centro del nostro Paese è una delle aree del pianeta nelle quali è certamente più piacevole girare in Vespa; non a caso qui, in Toscana, questi mezzi sono nati, pur conoscendo una diffusione davvero globale, senza confini.
Un po' ci piace identificare la nostra Italia con queste regioni: l'Appennino, ora dolce, ora aspro, ma sempre appagante alla vista; campi, distese coltivate, vigneti; e ancora piccoli borghi dalla storia millenaria, città d'arte, con una sovrapposizione di civiltà e di stili che nonostante tutto si traduce in una squisita armonia di costruzioni e di paesaggi.
A questo aggiungiamo, nel nostro immaginario forse un po' ingenuo, un modus vivendi improntato alla serenità, all'equilibrio, al benessere... e al buon cibo. Col conforto di un clima generalmente mite.
Qui qualcosa non torna: perché nella nostra scorribanda fra Umbria e Toscana, il clima è stato tutt'altro che mite! D'accordo: la primavera ha sempre giocato brutti scherzi e viaggi a medio raggio in questa stagione nascondono sempre l'insidia di piogge insistenti.
Ma le precipitazioni di questi giorni trascorsi in sella hanno comunque dimostrato un carattere piuttosto straordinario, se non altro per il freddo atipico che hanno portato con sé. I meteorologi dei nostri giorni si dilettano nel battezzare i cicloni e noi è capitata Medusa. 
Ma può bastare questa pur furiosa bufera di pioggia, vento, addirittura neve a guastare i nostri piani? Certo che no ed infatti, a giorni dal rientro, nelle nostre chiacchierate conveniamo che sia stata un'esperienza formidabile, piacevolissima e davvero utile al fine di staccare da una quotidianità che spesso diventa logorante.
L'occasione per questa passeggiata è il raduno di Vesparesources.com, il cosiddetto «VRaduno», che quest'anno segna il decennale dal primo incontro.
Per me è il quarto: nel 2008 partecipai a quello del Lago Trasimeno; nel 2009 a quello che si tenne a Campomarino, nel Molise; nel 2010 a Bevagna, non lontano da Foligno; per questo decennale si è optato per tornare proprio a Bevagna, nella stessa struttura che ci accolse sei anni fa.
Inutile dire che anche i precedenti «VRaduni» conobbero la pioggia; ne sanno qualcosa Luca, Laura e Roberto, coi quali ho condiviso quelle esperienze.
Ricordo con piacere quelle esperienze, talora rocambolesche, e per le distanze percorse (con tappe anche da settecentocinquanta chilometri), e per le disavventure che interessarono alcune Vespe del gruppo. In viaggio, tuttavia, gli imprevisti aggiungono sale e, affrontati in squadra, si superano quasi sempre rendendo in qualche modo più appassionante l'impresa e la voglia di ripartire una volta concluso il viaggio.
Ci ritroviamo a partire la mattina di venerdì 22, sotto i peggiori auspici dei vari servizi di previsioni meteorologiche. Ci attendiamo pioggia per il primo giorno e per il weekend, con significativi miglioramenti fra il lunedì ed il martedì.
La farò breve: il viaggio d'andata è scivolato sotto alle piccole ruote con una agilità inattesa e col favore del tempo; giornata calda, decisamente primaverile, con qualche nube e poche gocce di pioggia concentrate all'altezza di Forlì. Alle 16:45 eravamo già a destinazione, grazie anche alle scarse concessioni al turismo lungo il tracciato, costituito dalle autostrade A1 ed A14 e dalla proverbiale E45, ovvero quel singolare accumulo di asfalto collocato fra una serie ordinata di profonde buche che qualcuno - probabili entità aliene - ha sparso fra Orte e Ravenna. Sì, seguendo le buche da Cesena siamo riusciti a raggiungere la zona centrale dell'Umbria, ovvero l'area nella quale sorge Bevagna, la nostra destinazione. Per onore di cronaca, sei anni fa le buche erano anche più numerose; non è chiaro se il miglioramento sia dovuto ad accumuli sedimentari o a ragionevole intervento umano.
Con un bel tramonto sulle colline si chiude questa prima giornata, nella quale abbiamo ritrovato già qualche vecchio amico.
L'indomani è la pioggia ad accoglierci, di rientro dal mondo dei sogni; i fantasiosi omini del meteo ci hanno preso. Capita, a volte. Specie quando sarebbe meglio che non accadesse.
Il cielo è grigio, ma lascia passare qualche spiraglio di sole e a noi tanto basta. Non abbiamo certo percorso oltre cinquecento chilometri per stazionare in camera!
Dopo la colazione conveniamo sull'opportunità di scendere in paese, per una visita al borgo; già ipotizziamo per il pomeriggio una trasferta più ampia verso Assisi. 
L'abitato di Bevagna incarna bene quei tratti di cui parlavo in precedenza: un borgo dalla storia millenaria, fondato dagli Umbri e che ha conosciuto prosperità sotto l'Impero Romano e durante il basso Medioevo; è cinto da mura ed è adagiato al centro di un'ampia pianura, alla quale fanno argine dolci colline. Il nucleo centrale è costituito dalla piazza Silvestri, esempio di urbanistica medievale, sulla quale si affacciano le chiese di San Michele e di San Silvestro. In questi giorni a Bevagna si tiene il tradizionale «Mercato delle Gaite», con bancarelle e mostra di antichi mestieri.
Durante la visita al centro storico, un breve rovescio ci fa meditare sulle nostre esigenze... alimentari; così propongo di cercare un posto che prepari la «Torta al Testo», una specialità di queste terre. Si tratta di una torta salata, con impasto a base di farina di grano. che deve il suo nome al testum, ovvero alla pietra sulla quale tradizionalmente veniva cotta.
Trovare questa specialità è stato molto facile e si è rivelata davvero prelibata, specialmente col ciauscolo, un tipo salame morbido.
Dopo pranzo decidiamo di tornare alle Vespe per dirigere la rotta verso Assisi; un nuovo, più intenso rovescio interrompe momentaneamente il nostro intento. Lasciamo che la pioggia cali, trovando riparo presso alcune vetrine, con momenti di autentica goliardia.


Da 22-26 aprile 2016 - VRaduno a Bevagna (PG)

La pioggia invero non cessa, ma decidiamo di metterci comunque in sella. Verso Assisi! La visitammo anche sei anni fa. Per me, la prima volta in assoluto. Ricordo bene l'emozione nel percorrere il rettilineo che da Santa Maria degli Angeli conduce alla città. Un ampio abitato che veste armoniosamente tutta una collina; verso nord, la celebre basilica di San Francesco, un complesso che si erge ieratico su massicci contrafforti là dove la collina spiove verso la valle. Sei anni fa il sole al tramonto tingeva di rosa le facciate in travertino; questa volta un timido chiarore rimbalza sotto alle nubi, che raramente si aprono dando tregua dalla pioggia. L'ampio piazzale accanto alla basilica, che anni fa era percorso spensieratamente in lungo ed in largo dai turisti, oggi ospita una lunga transenna. I visitatori sono incanalati verso un piccolo varco, presso il quale i militari si premurano di ispezionare ciascuno col rilevatore di metalli. Misure necessarie per l'importante minaccia del terrorismo islamico: ben vengano i controlli, ma è tanta l'amarezza, specie qui, in quella che è la «città per la Pace» per antonomasia.
La Basilica papale di San Francesco fu costruita fra il 1228 ed il 1253, a breve distanza dalla morte del Poverello d'Assisi; consta di due basiliche distinte e sovrapposte ed ospita, presso la cripta, le spoglie del Santo e degli altri Frati suoi compagni. È uno dei maggiori esempi del gotico italiano; incanta per l'equilibrio delle decorazioni esterne e per lo splendore degli affreschi di Giotto e del Cimabue. Grande è il senso di sacralità, specie nella Cripta, nonostante il notevole afflusso di visitatori.
La nostra visita a questa splendida città ahinoi si limita a questo, che pure è indubbiamente il suo luogo più significativo.


Da 22-26 aprile 2016 - VRaduno a Bevagna (PG)

All'uscita ritroviamo i nostri Leggendari: Giorgio e Sandra, Dario ed Emanuela. 
Il tempo volge al peggioramento: le nubi si chiudono ulteriormente e riprende a piovere, in maniera costante ed insistente.
Bloccati da questo nuovo rovescio, dobbiamo rinunciare alla visita al museo dello scooter a Santa Maria degli Angeli; dopo le prime incertezze, conveniamo sull'opportunità di rientrare all'agriturismo.
Le condizioni delle strade sono piuttosto critiche: l'asfalto è ora liscio come il marmo,  ora dissestato e fratturato. Il primo fa scodare il Peppo, il secondo provoca il distacco del bauletto di Roberto, rovinato a terra dopo un paio di rimbalzi del tutto imprevedibili, che di certo hanno regalato qualche emozione a Federico...
A velocità blanda torniamo alla base. Il riscaldamento nelle camere è provvidenziale per asciugare gli indumenti fradici. Una calda doccia e siamo pronti per la serata. 
Il VRaduno si apre e, come tradizione, la festa inizia con la grigliata serale. 
Con noi ci sono anche i Leggendari incontrati nel pomeriggio ad Assisi.
La serata trascorre in allegria, anche grazie al servizio di quanti si sono impegnati presso i fuochi.


Da 22-26 aprile 2016 - VRaduno a Bevagna (PG)

Fuori piove e fa freddo, ma ora questo davvero non conta.
Una notte altrettanto piovosa ci separa dalla domenica. Ci ritiriamo nelle stanze con un occhio al cielo, sì, per l'indomani: è il giorno del giro, del pranzo. Insomma, il giorno del raduno nella sua essenza.
E la domenica arriva, fradicia di pioggia. Il giro è annullato. Ci sono delle auto a disposizione e, chi lo desidera, può fare una veloce visita ad Assisi. Per chi resta è già pronto il diversivo: una Cosa 200 col motore da aprire, perché in serio affanno. E così un gruppetto si cimenta nell'impresa (non nuova per un VRaduno) e, nel corso della mattina, il motore viene aperto. La povera Cosa non sarebbe tornata a casa senza questo intervento: paraolio lato frizione montato al contrario e pertanto distrutto nel giro di qualche centinaio di chilometri. Però sin qui è arrivata!
Per fortuna la dotazione di ricambi dei viaggiatori è sempre abbondante; non meno disponibile è la voglia di aiutarsi vicendevolmente.
Lo smontaggio viene interrotto all'ora di pranzo: sfruttando il provvido «servizio taxi» offerto dalle autovetture, ci trasferiamo presso le Cantine Dionigi. Qui ci viene servito un buonissimo pranzo, accompagnato un'ottima selezione di vini. Cibiamo vegliati dalle grandi botti disposte lungo le pareti; siamo negli scantinati illuminati da tenue luce articificiale. E fuori piove...
Il pranzo trascorre così lieto e sereno, accompagnato da aneddoti e tante, tante risate. Sì, queste ultime non sono per nulla mancate, in barba al grigiore meteorologico.
Qualcuno deve già ripartire ed è merito del Peppo il caloroso saluto ai nostri amici di rientro verso Bari. Per noi, invece, l'avventura continua...
E continua col rimontaggio del motore: sostituito il maledetto paraolio, identificato anzitempo dal solito Luca, si tratta di richiudere. Ad oggi mi risulta che sia andato tutto bene, anche al rientro, segno che il vino non ha influito negativamente sulle operazioni e, semmai, potrebbe aver agevolato il tutto.
Se è vero che in questa domenica non abbiamo affatto montato in sella, è altrettanto vero che non è mancato lo spirito di un buon raduno Vespistico: la passione c'è tutta e, con essa, anche il piacere di una buona compagnia. Spazio per la condivisione di esperienze e pure di ricordi, con quello intenso, specialissimo, di chi non è più con noi.... Almeno in carne ed ossa.
Si fa sera e la Cosa ritrova il suo rombo.
Cena in agriturismo, col caldo conforto di un camino acceso. È il 24 aprile, ma potrebbe essere inizio febbraio. Bizzarrie di questa stagione scombussolata.
Il raduno non è ancora finito. Un'altra notte, un'altra notte di pioggia. Ma le previsioni promettono un miglioramento.


Da 22-26 aprile 2016 - VRaduno a Bevagna (PG)

L'indomani del miglioramento non c'è traccia. Alle otto i termometri segnano quattro miseri gradi sopra lo zero. I colli ed il monte Subasio sono imbiancati!
Ci ritroviamo a colazione un po' infreddoliti e spaesati. Il raduno sta davvero volgendo al termine, e si chiude comunque in allegria, con gli strepitosi teatrini tutti siciliani con Roberto e Sergio e l'eterna contesa fra Palermo e Catania. Risate sino alle lacrime!
La conclusione effettiva di un raduno è sempre un momento un poco malinconico ma pure inevitabile. L'appuntamento è per il prossimo... Ma la nostra avventura non finisce qui.
Ci attende la Toscana, con la nostra consueta destinazione: Colignola, dove ancora una volta ritroveremo Francesco, purtroppo assente al VRaduno.
Fa davvero freddo ed il vento è molto fastidioso. Dobbiamo attraversare l'Umbria occidentale, lambendo l'area a sud del Trasimeno, per entrare in Toscana dalla zona di Chiusi, Chianciano, Montepulciano. In una parola, la Val d'Orcia, terra meravigliosa fatta di campi e filari di cipressi, che in questa stagione si tinge di un verde vivo ed intenso.
Lasciamo l'Umbria sotto al cupo grigiore di una spessa coltre di nubi, non prima di aver pranzato al caldo in un bel locale a Tavernelle di Panicale.
Il tempo migliora in terra Toscana. Il vento tuttavia non cessa, rendendo comunque meno sereno il nostro viaggio. Facciamo tappa a Pienza, uno dei centri più importanti di questa zona, del quale avevo già parlato la scorsa estate


Da 22-26 aprile 2016 - VRaduno a Bevagna (PG)

Le colline col sole si illuminano di una luce nuova, che fa scintillare i fili d'erba scossi dal vento. Un contrasto formidabile fra il cielo, finalmente azzurro, e le dolci distese dei campi.
Sfioriamo Siena quando sono ormai le diciassette. Conveniamo sulla necessità di accelerare il passo e, perciò, impegniamo il raccordo che collega il capoluogo con Firenze; all'altezza di Castelfiorentino abbandoniamo la superstrada per dirigerci verso la valle dell'Era e, da lì, raggiungere Pisa attraversando San Miniato.
A Pisa ritroviamo gli amici di sempre: Francesco, Giorgio, Lorenzo e Giana. Dopo un po' di attesa, riusciamo a dirigerci verso la pizzeria, come sempre meta agognata dopo non pochi chilometri in Vespa.
Pizza squisita e un regalo inaspettato dopo cena: un bel giro su una meravigliosa Citroen DS Pallas dei primi anni '70. Che automobile!
Serata soddisfacente, non v'è dubbio: andiamo a letto ancora una volta soddisfatti dopo l'arrivederci agli amici Pisani.
Martedì 26: ultimo giorno della nostra avventura. Gli scellerati stregoni del meteo, forse troppo presi nel tenere a battesimo una perturbazione, si son fatti sfuggire qualcosa. Ci aspettavamo il sole e... invece, tanto per cambiare, piove.
Questo ritarda un poco la nostra partenza. Nasce e serpeggia l'utopia, come l'idea scherzosa di restare qui un paio di settimane. Non male ma... non si può.
Partiamo con la pioggia leggera accompagnata dal solito vento freddo. Ci buttiamo in autostrada, con l'intenzione di mettere via qualche chilometro. Niente pioggia, almeno per qualche decina di chilometri. Ma non temete, tornerà. Precisamente all'altezza della valle del Magra, per cui decidiamo di pranzare in Autogrill confidando nella natura transitoria dell'ennesimo acquazzone. Siamo fortunati: ci addentriamo nello Spezzino col cielo nero, ma senza pioggia.
Questo ci permette di affrontare serenamente il Passo del Bracco. Che Valico, con la V maiuscola! Uno dei più belli dell'Appennino Ligure. Per noi una vecchia conoscenza (personalmente l'ho percorso molte volte durante l'ultimo decennio), ma è sempre divertente.


Da 22-26 aprile 2016 - VRaduno a Bevagna (PG)

Sosta d'obbligo in corrispondenza dello scollinamento, con foto di rito e salita alla torretta che domina la strada dall'alto. Accanto ad essa, i ruderi della vecchia Casa Cantoniera e di quella che fu la locanda di Pippo Cella; nelle foto di cinquant'anni fa un florido punto di ristoro, con tanto di distributore di carburanti. Oggi un desolato stabile in totale rovina. Sarebbe questo il progresso del nostro tempo?
È lo spaccato di un'Italia rurale e genuina che rischia di scomparire per sempre per stupida trascuratezza. 
Per fortuna la Ligura custodisce ancora molti angoli dove il tempo pare si sia fermato; per questo affronto con piacere il prossimo passo, quello della Scoffera, al quale si sale da Chiavari, dopo aver attraversato Sestri Levante e Lavagna.
Provvidenziale, a causa del freddo, la sosta in un piccolo angolo di questa realtà rurale: un baretto a Montoggio dove prendiamo una cioccolata calda.... Indispensabile per proseguire.
Scendiamo a Busalla, dove entriamo di nuovo in autostrada. È la volta dell'A7. È tornato il sole, ma le nubi non mancano.
Sostiamo presso i vari Autogrill. Presso quello di Dorno è triste rito dei saluti: il gruppo, sin qui compatto, deve sciogliersi... sino alla prossima avventura.
La Statale 526 mi riaccompagna verso casa e mi riserva le ultime, sparute, gocce di pioggia.

Che voglia di ripartire!
Un ringraziamento a... tutti! Con un pensiero speciale a chi ha permesso la buona riuscita del raduno ed un altro ai miei compagni di viaggio: Federico, Giuseppe, Laura, Luca e Roberto.
Esperienza indimenticabile.



Galleria fotografica:


Commenti

  1. Bravo Marco - prezioso narratore e compagno di viaggio - sei entrato nel cuore del racconto e nel cuore dei partecipanti!
    Quando si riparte? Ho già tanta nostalgia...

    RispondiElimina
  2. Questa avventura mi ha particolarmente segnato.
    Unita all'esperienza di Peschici, sono due avventure che ricordo piacevolmente, non so se per la distanza ma è così.

    Ripartirei domattina!

    RispondiElimina

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