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30.04.2017 - Freddo il clima ma caldo il cuore

> Guarda la galleria fotografica!

Intitolo questo racconto con il commento di Flavio a fine giornata, nel gruppo WhatsApp del VLT. Sintetizza bene la gita, ovviamente senza la pretesa di descriverla, pretesa velleitaria anche per queste poche righe che seguono: la zona del Verbano regala sempre paesaggi eccezionali e strade bellissime, per le quali anche i più accurati scatti fotografici sarebbero davvero poco descrittivi.
Freddo il clima: già, perché questa domenica di fine Aprile ci ha imprigionato in uno strano autunno, col vento gelido che spirava dai colli verso il Lago e ci ha fatto implorare le rare occhiate di sole.


Ancora una volta questa è stata una gita un po' improvvisata: l'iniziale ipotesi di muoverci il 1° Maggio è sfumata al continuo peggioramento delle previsioni, poi in effetti rivelatesi esatte. Niente Genova, niente raduno. E allora, che si fa? Domenica? Sì, perché no? Ma siamo in pochi. Pazienza, dovrebbe esserci un bel sole e certe occasioni non si sprecano. si raccolgono avidamente, ricordandoci dei lunghi pomeriggi invernali, bagnati da gelida pioggia, nei quali - in fondo - avremmo pagato per un di avere dieci gradi ed un pallido sole.
Ci troviamo io, papà e Flavio in quel di Magenta alle dieci e trenta - per la verità un po' più tardi - pronti a risalire ad Est del Ticino.
Per me la prima fase della gita è un formidabile susseguirsi di incontri con amici Vespisti: il mio vicino Ivan, a bordo della sua 500F, poi Marco ed Erica, con la promessa di rivederci presto, infine Gianky in impeccabile assetto ciclistico.


Dopo Oleggio, il cielo va velandosi e, nei pressi di Arona, notiamo le nubi scure sul Vergante. Fa via via più freddo. Controlliamo un po' ossessivamente la auto che transitano in direzione opposta, per capire se più in là dovesse piovere...
Non piove, in effetti, e giungiamo in quel di Trobaso, a Verbania, molto infreddoliti. Laura e Luca ci offrono la loro ospitalità ma abbiamo detto pic-nic, e pic-nic sia.
Percorrendo strade in altura, attraverso le tante frazioni che dominano dall'alto l'area a nord di Verbania, arriviamo a Ghiffa e, presso la frazione Ronco, impegniamo la deviazione che ci conduce al Sacro Monte.


Pranziamo presso un'area attrezzata (e persino coperta) nel parco del Sacro Monte, in quella che anni fa è stata designata come vera e propria riserva naturale.
Il luogo è incantevole e da qui si gode di una stupenda vista sul Lago, anche se di certo non esaltata dalla leggera foschia.
Il Sacro Monte di Ghiffa fu edificato nella prima metà del XVII secolo, rientrando nell'ambizioso piano di costruzione dei Sacri Monti che aveva coinvolto l'ampia zona fra il Piemonte centro-orientale e la Lombardia occidentale. Con ogni probabilità il sito è di fatto incompiuto ed è pervenuto ai nostri giorni come l'insieme di un piccolo Santuario, tre cappelle ed un bel porticato; quest'ultimo ospita i bassorilievi della Via Crucis, creati attorno al 1930 per rimpiazzare gli antichi affreschi ormai del tutto compromessi.


Il Sacro Monte patì decenni di incuria e solo negli ultimi trent'anni, in virtù di un'intensa opera di restauro, ha recuperato il suo splendore. È espressione dell'arte devozionale popolare, tanto diffusa in questa zona, nella quale non mancano Chiese, antichi oratori, monasteri...
Dopo il pranzo, ripartiamo con l'obiettivo di ristorarci un poco in un locale caldo; arriviamo così nel comune di Oggebbio e ripariamo in un piccolo bar.
Severo il monito del gestore: "Oggebbio non esiste!", annuncia riferendosi alla mancanza di una sede comunale principale, essendo il territorio ripartito in ben diciassette frazioni. Il comune risulta così distribuito in più punti, e a più livelli: dall'abitato al livello del mare, ai piccoli centri in collina.
Nel frattempo si uniscono a noi anche Emiliano e Marinella, che intercettiamo sulla Statale, a livello del Lago.
Fra le frazioni di Oggebbio vi è anche Novaglio, nel cui territorio si trova la bella chiesetta di Sant'Agata, la quale occupa un suggestivo balcone naturale affacciato, dall'alto, sul Lago. L'edificio primordiale, di epoca romanica, fu oggetto di alcune rivisitazioni che tuttavia non ne hanno mutato il fascino.


Dopo questa sosta, ritorniamo verso Ghiffa, percorrendo le varie frazioni da Ronco a Susello, sino a ritornare alla periferia di Verbania; da qui risaliamo verso Bee, quindi giungiamo a Premeno.
Questa località, che nel corso del XX secolo fu nota per le grandi ville e per le numerose colonie, si trova a circa ottocento metri sul livello del mare e, solo due giorni prima del nostro passaggio, ha visto una tardiva ed effimera nevicata.
Arriviamo in località San Salvatore dove una semplice quanto austera chiesetta ci accoglie, come a volerci distrarre un poco dal maestoso spettacolo del Lago: vediamo tutta Verbania dall'alto e, con le puntuali indicazioni di Luca e Laura, individuiamo oltre lo specchio d'acqua alcune località che abbiamo visitato recentemente.


Il tempo di qualche foto e qualche minuto per visitare la piccola chiesa, aperta nella solitudine di questo pomeriggio uggioso a noi, strani pellegrini a cavallo di una Vespa (o di una moto!).
Sono già passate le diciassette e ci attende il rientro, che certo non sarà molto più caldo dell'andata. Viste le avvisaglie mattutine del traffico della Statale 33, decidiamo di tornare costeggiando il Lago d'Orta, certi di non trovare code.
Scelta alquanto felice, se non fosse per il triste incontro con un capriolo investito da un'auto, seppure vivo (e alquanto impaurito). Speriamo se la cavi.
Si chiude così un'altra bella giornata in Vespa, nella sempre bella zona del Verbano: non c'è nube che possa nasconderne la bellezza. Un grazie, come sempre, a Luca e Laura che ci fanno apprezzare ogni volta la loro bella zona.
E non dimenticate: Oggebbio non esiste.

Alla prossima!


Commenti

  1. Un incontro casuale ma molto gradito, spero di essere dei Vostri alla prossima uscita. A presto.

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  2. Grazie per essere venuti a "casa nostra" malgrado il freddo... sono posti a cui siamo ancora più affezionati da quando siamo via! Marco ben raccontati :-)
    Cmq Oggebbio per me esiste ;-)
    Alla prossima!

    RispondiElimina

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