15.10.2017 - «Tutta un'altra radio» a Montanaso Lombardo

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Una bella domenica d'autunno, ancora scaldata da un sole vivace, è stata la cornice di un'altra passeggiata fuori porta. Meta insolita - la campagna lodigiana - culla di campi sterminati e cascine sparse al di fuori di piccoli centri, che negli ultimi decenni hanno conosciuto una veloce espansione, specie nei pressi della celebre Via Emilia. La nostra destinazione è la piccola località di Montanaso Lombardo, realtà rurale di poco più di duemila anime. Qui, presso un antico palazzo, è stato istituito in forma permanente il museo «Tutta un'altra radio», ampia collezione di radioricevitori di ogni genere, frutto delle affannose ricerche di un piccolo gruppo di appassionati.


Montanaso dista pochi chilometri da Lodi, a breve distanza dalla già citata Via Emilia. Per questo, il ritrovo è fissato alle quattordici e trenta a Melegnano, dove io e papà incontriamo Giovanni.
Il trittico di Vespe impegna così la statale scendendo verso Sud; nei pressi della località di San Grato, alle porte di Lodi, dobbiamo abbandonare il tracciato principale. Da qui all'abitato di Montanaso non sono che un paio di chilometri.
In questa domenica di metà ottobre vi si tiene la sagra paesana. Per l'occasione, il museo - che normalmente è visitabile su appuntamento¹ - ha aperto le sue porte al pubblico.


Nella prima sala, su un gran numero di banchi scolastici allineati, sono posate molte radio, prodotte prevalentemente fra gli anni trenta e quaranta; pezzi talora di grande pregio, talora di ampia diffusione popolare. Si tratta perlopiù di ricevitori italiani, dalle forme dolci ed accattivanti, che non possono non catturare le simpatie di chi ama la Vespa e le stagioni in cui essa conobbe il maggior successo.
In fondo la radio ebbe un ruolo altrettanto importante per il nostro paese, specialmente dopo la devastazione della seconda guerra mondiale. Contribuì alla rinascita economica e sociale di una Nazione, strumento accessibile, desiderabile e desiderato, come il più amato degli scooter.


E forse non è un caso che molti ricevitori siano sopravvissuti sino ai nostri giorni, scandalo nella società odierna votata all'usa e getta, ma in perfetta sintonia - è il caso di dirlo - con la filosofia costruittiva, fondata su semplicità e robustezza - che ha decretato il successo e la longevità della Vespa e di tanti altri mezzi di trasporto che oggi riceviamo dai nostri nonni come preziosa eredità.
La collezione non consta solo di voluminose radio in radica - che pure sono numerose e ammirate - ma include anche ricevitori portatili e tascabili, radio «da comodino» e, come opportuna divagazione, alcuni mangiadischi. Non finisce qui: numerose mensole sono occupare da ben più strane radioline, dalle forme più strane, spesso prodotte per finalità pubblicitarie, imitando le forme di molti oggetti.


Particolarmente famosa è la radio prodotta da Europhon per la produttrice del famoso liquore «VOV», ma ad essa si affiancano lattine di note bevande, bottiglie di lubrificanti, persino la radio del «Fruttolo», che pure potrei annoverare come mia prima radio.
La visita è stata accompagnata da una piacevole conversazione con uno degli appassionati che hanno arricchito questa bella collezione, al quale voglio rivolgere nuovamente le mie congratulazioni (scrive un appassionato di radio d'epoca -  di breve esperienza! - che ha raccolto e restaurato alcuni ricevitori valvolari negli ultimi anni).
E penso che la visita possa piacevolmente impressionare anche chi non coltiva questa passione, ma sa apprezzare oggetti del passato, frutto di una creatività ormai estinta.
Dopo la visita, rientriamo per strade diverse, non prima di una sosta nel centro di Tavazzano, dove ha luogo una castagnata.


Ultima sosta, dal carattere un po' rituale, vista la meta della giornata, è ai piedi di uno dei tralicci del grande trasmettitore Rai in onde medie, presso Siziano. Uno degli ultimi baluardi di un modo antico, ma ancora efficace, di diffondere le trasmissioni radiofoniche. Nella speranza che abbia ancora un lungo avvenire.
Alla prossima!



¹ Per maggiori informazioni: www.tuttaunaltraradio.it

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