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9.05.2015 - Raid delle Langhe

Pubblichiamo con piacere il bellissimo racconto di Antonino che, col rigore del cronista e con l'efficacia del letterato, ci parla del suo ampio giro sino alle Langhe.

Da 9 maggio 2015 - Giro nelle Langhe

Trecentonovantasei km e 100 metri circa. È buona regola giornalistica non cominciare mai un pezzo  con un numero, per cui l'unica concessione è quella di scrivere il numero per esteso. E in effetti, ora che lo vedo composto sul foglio come lo vedete voi che state leggendo, quel trecentonovantasei si stende in tutto il suo peso di sensazioni, emozioni, immagini che ho raccolto lungo la strada che da Castano Primo mi ha portato fino a Murazzano e Marsaglia, nel cuore dell'Alta Langa cuneese, e ritorno. Un raid stavolta impegnativo ma non così difficile come poteva sembrare.
L'ho studiato per mesi sulla carta e con Google Maps: qui una curva, lì una salita, l'eventuale tunnel... ma niente è uguale a quello che un viaggio con il tuo scooter può offrirti. E così ho deciso di coprire quest'incredibile distanza (pensavo sarebbero stati 350 km, poi per strada sono salito a 370 e alla fine il contakm ha dato il suo inesorabile responso) con Genny, la mia Star 125 2T. E adesso colpo di pedale e andiamo.

Castano Primo-Moncalvo (km 90)
Sono le 07.40 del 9 maggio 2015, sabato. L'aria è fresca ma tranquilla e prevede una giornata di gran caldo. Per chi volesse rabbrividire o inorridire, l'abbigliamento tecnico è costituito da jeans, maglietta polo, un maglioncino di cotone nel bauletto e una giacchetta leggera beige. Ricordo a tutti che Giorgio Bettinelli ha percorso 254.000 km in Vespa senza nemmeno sapere all'inizio come funzionasse il motore: naturalmente ho ben presente il fatto di non essere Bettinelli, ma Woody Allen diceva che bisogna pur scegliersi dei modelli. E allora si va, senza tante rotture di scatole di sorta: tre colpi di pedale a vuoto, aria tirata e il motore si risveglia iniziando a borbottare. Paio di accelerate, via l'aria e come sempre non molto fumo scaricato dalla marmitta catalitica; poi a fare benzina. Rifornito a tappo e fatta anche colazione infilo la SS341 diretto a Ovest. Turbigo, il ponte sul Ticino che da sempre è doppio (al piano superiore passa la ferrovia Milano-Novara FNM), poi ancora una volta in salita diretto verso la seconda rotonda, quella che mi lascia costeggiare Romentino e a Trecate nuova rotonda per prendere l'ex SS11 Padana superiore.
La strada corre in mezzo alle risaie novaresi, prima di infilarmi nella rotatoria di Trecate dal campo vicino svola via un airone ad ali aperte. È maestoso, con le sue ali spiegate che chissà dove lo porteranno: un momento di sano stupore prima di tornare a guardare la strada e il ritmo del traffico: è sabato mattina e non c'è molta gente, ma quei pochi km che vanno da Trecate all'inizio della Tangenziale di Novara sono come sempre affollati. Fate attenzione perché purtroppo il venerdì notte e fino a lunedì all'alba tanti che per tutta la settimana hanno viaggiato coi mezzi riscoprono la loro auto in garage. Sono quelli – di solito – che marciano innanzi a voi a cavallo della striscia di mezzeria in autostrada, o sorpassano a 90 mentre voi arrivate da dietro a 120; ecco, quelli. Fate attenzione perché a volte rischiano di fare il pelo a voi ed alla vostra cavalcatura.
Ma chi se ne importa, dopotutto. Oggi è un giorno speciale, un giorno buono per un grande viaggio: mi fermo a fare qualche foto della campagna novarese, poi riparto. Rampa e sono sulla tangenziale di Novara. E qui devo dire che vale quanto ho detto prima: poco traffico, ma molti disinvolti che passano sicuramente a oltre i 90 orari previsti dal limite. Tiro fino a 75, poi rallento. Attenzione alla galleria Battaglia del 23 marzo 1849 (giuro, si chiama così): da lì in poi l'asfalto è ampiamente deteriorato e questo non aiuta le piccole ruote della Star o della Vespa o Bajaj con cui state viaggiando (e tanti saluti a quella pubblicità della Rally che nel 1971 definiva “poderose” le ruote da 10 pollici). Vado avanti fino alla fine, prendo l'ex SS11 e pian piano mi ritrovo in questa pianura enorme, tutta a risaie, con le Alpi a fare da contorno. Attraverso Orfengo e Casalino (NO), poi punto verso il casello di Vercelli Est dell'A26: lo supero e prendo la bretella che mi permette di aggirare Vercelli da Nord senza passare per Borgo Vercelli (e restare bloccato ad un passaggio a livello, come mi è successo l'estate scorsa quando sono passato da queste parti). In fondo verso la rotatoria a sinistra che mi porta a sfilare lungo un centro commerciale, poi i cartelli indicano Trino Vercellese: l'ex SS455 mi aspetta.
Supero Vercelli Ovest, casello dell'A21, poi la strada si inoltra per la campagna in mezzo ad aziende agricole dal sapore architettonico ottocentesco. La campagna è lavorata, verdeggia bellissima. Qualche curva e all'orizzonte inizio a intravedere le colline del Monferrato. Desana, Tricerro e in lontananza dietro gli alberi due enormi ciminiere: sono quelle della centrale nucleare di Trino Vercellese, fermata dal referendum del 1987. Rotonda e sono a Trino, raggiunta in 75 minuti. Evito il paese con un'ampia ansa e vado a raggiungere lo svincolo per l'SS31 bis: dritto in avanti, passo il Po a Pontestura. Ed è sempre un momento solenne, almeno per me che ho conosciuto il Po in un lontano paese della Calabria 30 anni fa: in compenso vi ricordo che il fondo stradale sul ponte è in condizioni disastrose, quindi rallentate e guardate bene per terra se non volete farvi male. L'attraversamento dura poco, poi dall'altro lato l'asfalto riprende a essere abbastanza buono. E il paesaggio muta: ecco distese di quel che prima era un bosco e le colline del Monferrato che cominciamo pian piano ad attraversare, marciando sui 65-70 orari. Un po' di curve, avanti ancora a Castagnone con lo svincolo per la SP590, poi la 455 inizia una salita impegnativa affrontata tirando bene la terza (ha una terza incredibile questa Star: riesco a tirarla fino a 65 di tachimetro in rettifilo in piano!), poi scolliniamo con un ponte e una rampa che porta l'SS455 a confluire nella SS457. Il traffico è molto poco, con la quarta lunga la Star mostra di essere una grand routiere e attorno ai 70 tachimetrici viaggio bene su un fondo stradale accettabile. Passo ai piedi di Cereseto: qui vicino c'è un bellissimo Santuario ed è quello della Madonna di Crea, dove spesso vanno i ragazzi e le ragazze di Alessandria prima della Maturità a raccomandarsi alla Madonna.
Sono ora ai piedi di Moncalvo: la mappa e Google non me l'avevano detto, ma la salita per arrivare in cima è molto ripida e l'affronto tra seconda e terza sperando di arrivare fino in cima. Speranza che potevo risparmiarmi perché ci arrivo tranquillamente e, superato il tunnel di Moncalvo, piego a sinistra per buttarmi in discesa verso Calliano. Prestate attenzione ai vostri bollenti spiriti perché non mancano gli autovelox, quindi rispettate i limiti e state sereni. I km percorsi ad ora sono 90.

Moncalvo-Portacomaro stazione-Asti (km 120)
Un altro elemento di attenzione, su queste strade, è dovuto ai veicoli lenti. Non parlo di camion ma di mezzi agricoli: siccome la strada è collinare e dunque esposta a continui saliscendi, state attenti al posto in cui decidete di sorpassare e cercate di essere molto veloci nella manovra. Inoltre, tenete bene d'occhio il margine destro della carreggiata, spesso pieno di avvallamenti dovuti all'abbassamento del terreno. Mi fermo alla fonte Pirenta poco prima di entrare a Calliano, faccio una pausa di una ventina di minuti e apprezzo questa bella fonte che è chiamata così perché emette, oltre all'acqua, percentuali di acido solforoso, azoto e così via (e l'odore non è sempre dei più invitanti, va detto). Insomma, è acqua termale e questa fonte è apprezzata sin dal '200. Se vi va, potete fermarvi a goderne i benefici.


Da 9 maggio 2015 - Giro nelle Langhe

Riparto superando il centro di Calliano e dalla campagna rientro in un ambiente sempre più industrializzato: ai bordi della carreggiata non mancano capannoni, negozi, strutture, finché arrivo a Portacomaro stazione, il paese da cui sono venuti i Bergoglio (sì, il Papa è originario di qua). Prendo la Tangenziale di Asti (SS706, attenzione perché l'imbocco è alla vostra sinistra) che poi diventa SS231 e supero la città, uscendone poco prima dell'inizio dell'A33. I km percorsi sono ora 120.

Asti-Alba (km 140)
Sono ora al bivio per Mongardino. Ho seguito la segnaletica per Alba, ma a questo bivio non ci sono indicazioni per Alba. Basta prendere a destra, direzione San Marzanotto, per ritrovarsi sulla SP 59. Attenzione perché alla prima curva trovate al centro di essa un bel tombino, abbastanza grande peraltro, per cui tenetevi a destra ed evitate sorpassi proprio qui. La strada va dritta come un fuso fino ad Isola d'Asti, dove sempre a destra piegate per riprendere la 231 diretti ad Alba. C'è una rotonda che porta all'A33, seguite la segnaletica e andate avanti: anche qui fate attenzione ai limiti ed agli autovelox se volete continuare a servirvi della patente. Ammetto di avere un po' di dolore al fondoschiena dopo tutti questi km, ma procedo superando Cornale e fermandomi ai piedi di Magliano Alfieri, legato alla figura di Vittorio Alfieri: “Volli, sempre volli, fortissimamente volli”, mi ripeto mentre fotografo il castello, poi riprendo per Alba. Il clima adesso è migliorato: fa caldo e mi sono messo su il maglioncino (al ritorno scoprirò di avere i dorsi delle mani abbronzati), che basta a tenermi alla giusta temperatura mentre marcio sui 60 orari. Il traffico aumenta, ma riesco a sbottigliarmi all'ingresso di Alba, coperti finalmente 140 km.

Alba-Cherasco (km 160)-Murazzano (km 192)-Marsaglia (km 205)
Anche Alba è passata: sto andando in direzione Bra, ma a Cinzano devio a sinistra e prendo la SP7 aggirando Pollenzo e poi, con una rotatoria a sud di Bra, prendendo finalmente l'ex SS661 che mi porterà fino a Murazzano salendo per le Langhe. Prima però devo arrivare a Cherasco, tappa intermedia del mio viaggio dove devo fare alcune foto ad un Santuario per una rivista con cui collaboro. Supero la Stura di Demonte con un viadotto e subito a destra mi infilo in una ripida ma alberatissima salita che mi ripara dal caldo e mi offre una frescura gradevolissima per arrivare proprio ai piedi del Santuario dedicato alla Madonna del Popolo di Cherasco. Devo anche aggiungere che questa cittadina è davvero splendida, degna di un romanzo di Cesare Pavese, uno spaccato di Piemonte del tempo che fu che consiglio a tutti di visitare.
Ho totalizzato al momento 160 km e mi accorgo di aver bisogno di fare rifornimento: vengo giù da Cherasco, riprendo la 661 e alla rotonda che connette questo paese all'A33 trovo un distributore Tamoil. Vorrei il pieno, ma il benzinaio si sbaglia e fa ¾ di tanica: pago 8 euro di benzina (1,69 € al litro, erogati 4,70 litri), poi via di nuovo sulla 661 fiancheggiando il Tanaro che interseco e supero più volte grazie ad alcuni ponti. Qui la 661 condivide il percorso con la SP12, la Fondovalle Tanaro, quindi se vedete sui cartelli SP12 anziché SS661 non vi preoccupate. Passo Novello, tutta zona di vini e colline, poi il bivio e Monchiero. Da qui la strada inizia una lenta salita diretta a Dogliani, rallentando la Star e facendomi andare non oltre i 50 orari. A Dogliani il bellissimo centro storico, poi con una serie di curve la 661 inizia una ripida salita verso Murazzano. Qui ancora una volta sperimento la combinazione di fattori per la quale, vistasi la potenza che è quella che è (quasi 7 CV), la rapportatura idem, il peso del conducente non ne parliamo, insomma salgo tra seconda e terza a 30 all'ora. Ma salgo: questo motore è come se avesse le pile Duracell, nel senso che la potenza è quella che è. Solo che te la dà sempre e senza dare alcun segno di affaticamento, salvo sentire un po' di calore – a sbuffi – dietro la caviglia destra. Indovinate perché.
E salgo, salgo ancora: mi fermo a fotografare il Santuario poco sotto il Podere Einaudi, la tenuta del grande presidente della Repubblica Luigi, così ho il tempo di far raffreddare il motore; poi la strada si addolcisce un po', riprendo a camminare un po' più rapidamente e mi fermo di nuovo per una pausa a Belvedere Langhe, 639 metri slm. I km ora sono 185 e mi sento quasi a metà dell'impresa: mi siedo sulle panchine all'inizio del paese, guardo giù il panorama ed è semplicemente stupendo. Vorrei leggere un libro di Beppe Fenoglio o appunto Pavese, ma ora non ce l'ho. Eppure ci vorrebbe, è come leggere Andrea Camilleri in Sicilia: vi assicuro che il sapore è diverso e nettamente migliore.
Vabbè. Ancora 7 km di salita, poi ancora il terreno torna orizzontale e alle 11.54 taglio il traguardo di Murazzano. Ho percorso 192 km in 4 ore e 15 minuti, direi che come andata non c'è stato male. Rapido caffè al bar in piazza, due giornali presi all'edicola accanto, un cielo azzurro sbigottito e vado a fare la benzina mancante al distributore automatico di Murazzano. Aggiungo 2,36 litri di benzina (totale 3,79 €, la verde qui va a 1,59 € al litro) e poi me ne scendo con la SP 115 (una vera e propria discesa, dai 790 metri slm del Bricco Berico) ai 600 metri circa di Marsaglia. Sono le 12.44, ho coperto 205 km e sono contento. Parcheggio all'inizio del paese, sotto il fresco dell'area picnic, e mangio in santa pace.

Da 9 maggio 2015 - Giro nelle Langhe

Marsaglia-Castano Primo (km 396,1)
Siamo al viaggio di ritorno. Sarò breve: sono partito alle 13.10 con una temperatura di 27° C; ho risalito il bricco Berico e però, alle porte di Murazzano, ho preso la SP 32 dirigendomi verso Alba. Una ventina di km passando per il passo della Bossola e Bossolasco, poi giù per Diano D'Alba e l'ingresso alla periferia della città. Da lì il percorso è stato quello del ritorno, con una sosta a Calliano per riposarmi, un'altra poco dopo Pontestura, un altro pieno a Cameriano e poi dritto a casa. La SP 32 ha un profilo altimetrico più tranquillo, passate anche qui per paesini affascinanti (e dotati tutti di autovelox), ma trovate anche tanti motociclisti in sella a missili giapponesi che vi sorpassano da tutte le parti. Quelli invece che hanno rispetto di voi e viaggiano anche con voi sono gli Harleysti: ne saluto uno che si è fatto serenamente un po' di km appresso a me e poi, prima di Diano, ha sorpassato ed è scomparso in un lampo. Saluto anche i due Vespisti – uno con un TS blu e uno con uno Special ridipinto color verde metallizzato – che ad Alba si sono sbracciati per salutarmi. E invito tutti voi a tentare un raid del genere, per giunta in solitaria. Vi lascio così ai numeri, per analisi e commenti.


Antonino D'Anna



I numeri del raid
Km alla partenza: 6.786,7
Km a Marsaglia (CN): 6.991,7, totale 205
Km al ritorno a Castano: 7.182,8 (da Marsaglia via Bossolasco km 191,1)
Percorrenza totale: km 396,1

Benzina consumata
Rifornimento Cherasco: € 8,00 per 4,70 litri (costo 1,69 €/l)
Rifornimento Murazzano (pieno): € 3,79 per 2,37 litri (costo 1,59 €/l)
Rifornimento Cameriano (pieno): € 9,46 per 5,57 litri (costo 1,69 €/l)
Costo totale: € 21,25
Benzina consumata fino al rifornimento a Murazzano: 7 litri (media 26,2 km/l)
Benzina consumata in totale (stima): 13 litri

Velocità
Minima: 30 orari (salita a Dogliani e Marsaglia, Moncalvo)
Massima: 77-80 (tangenziale Asti)

Tempo totale di marcia: 7 ore e 45'



Galleria fotografica:

Commenti

  1. "L'efficacia del letterato" è impagabile. I 200 euro sono sotto il lavandino in bagno :-D GRAZIE!

    RispondiElimina
  2. Ahahahah!
    Vado a cercarli.


    Scherzi a parte, a me piace che il VLT ed il blog siano così: ognuno ci mette il suo stile, tanto alla guida, tanto con le parole.
    Grazie per aver condiviso con noi non solo qualche chilometro in compagnia, ma anche i tuoi racconti. A presto!

    RispondiElimina
  3. Grazie a te e al resto della gang perché vi sbattete non poco.

    RispondiElimina
  4. Antonino, sempre un onore leggerti sul blog... e pare proprio sia stata una splendida giornata ;-)

    RispondiElimina

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