9.07.2017 - Scorpacciata in Oltrepò (con visita al Tempio della Fraternità fra i Popoli)

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Questa seconda domenica di luglio ha visto qualche cambio di programma, per via delle previsioni meteorologiche a dir poco terroristiche. Si è pensato, inizialmente, di fare un giro in Valsesia, oppure al mare; la seria minaccia di pioggia ci ha persuaso a cercare una meta più vicina.
Individuiamo il Palio delle Contrade a Bobbio, seppure con la preoccupazione che, in caso di bel tempo, il caldo potrebbe essere quasi insopportabile.
Non ci scoraggiamo, l'obiettivo primario è sempre quello di stare insieme e di fare qualche chilometro in Vespa.
Ci ritroviamo alle dieci a Vigevano: tempo incerto, ma non preoccupante.


Puntiamo dritti verso l'Oltrepò, superando gli inevitabili rettilinei della Lomellina; ci prefiggiamo una pausa a Varzi, cogliendo l'occasione per salutare il Peppo, da tempo assente giustificato perché impegnato nei lavori al suo rustico. Lo troviamo lì, col suo fidato Volkswagen T3 che sa anche improvvisarsi veicolo da loro, oltre che eccellente trasportatore di Vespe pisane.
Peppo, fai presto: ci manchi e ti stai perdendo una stagione davvero coi fiocchi!
È mezzogiorno e siamo a Varzi. È tempo di pensare al pranzo. Che facciamo, ci spingiamo sino a Bobbio? Cerchiamo un baretto per un pasto veloce? Ci uccidiamo di vivande prelibate, cedendo senza ritrosia ad un'autentica aggressione enogastronomica?
Inspiegabilmente, prevale la terza opzione; il LeggenDario, con una veloce telefonata, organizza tutto: si sale a Castellaro, dove già siamo stati in occasione di un'indimenticabile merenda pomeridiana a base di pane e salame.



Presso il ristorante "La Primula Bianca" pranziamo a base di affettati ed antipasti in grande quantità, cedendo poi anche al corteggiamento del risotto e dei ravioli, concludendo con gelato e caffé.
Ben sazi, concordiamo che, con tutto il rispetto per l'evento di Bobbio, sarà per un'altra volta!
Dopo pranzo, invece, decidiamo di recarci a Cella, al "Tempio della Fraternità fra i Popoli", dove eravamo già stati nel giugno del 2013.
Si tratta di una chiesa, di rito cattolico, unica al mondo: essa contiene armi, rovine ed altri frutti della calamità della guerra, raccolti perché divenissero un inquietante, drammatico monito per l'avvenire. La sua costruzione fu avviata nel 1952, per intuizione del parrocco di Cella di Varzi don Adamo Accosa, che trovò il sostegno di monsignor Angelo Roncalli, che pochi anni dopo fu eletto Papa e prese il nome di Giovanni XXIII.
In quei primi anni '50, il suolo Italiano era ancora invaso dalle macerie e grande era la richiesta di pace, qui, come nel resto del mondo, ferito da un così atroce e fatale conflitto.
La costruzione di questa chiesa e l'intento di radunare oggetti simbolo della ferocia della guerra, trovò pieno accoglimento nella popolazione e molti oggetti, fra armi, pezzi di relitti, indumenti, cartoline, furono fatti pervenire qui.


Vi si trovano anche porzioni di terra dei luoghi o dei fiumi che furono teatro di grandi battaglie. Non mancano testimonianze di drammi recenti, come il memoriale della strage di Nassiriya.
Il materiale è numeroso, eterogeneo, e contribuisce a creare un clima surreale, senza contrasto con la solennità di un luogo di culto; anche l'area esterna è invasa di reperti di guerra, oggetti di artiglieria pesante, involucri di bombe. Vi si trova persino un carro armato delle forze Alleate.
La pace, almeno qui, ora sembra regnare, assecondata dalla quiete dei colli dell'Oltrepò e dalla brezza che, a settecento metri d'altitudine, scuote delicatamente le foglie.
Qui, inaspettatamente, un tempio che probabilmente non ha eguali al mondo, funge da scrigno per tanti dolorosi frammenti di storia e ricorda all'umanità sorda quale nefaste conseguenze abbia prodotto - e continua a produrre - la guerra fratricida.
È uno dei tanti luoghi di questa zona che vale la pena visitare.


Il nostro pomeriggio volge verso il termine; il cielo si incupisce e ci sprona e prendere la via del rientro. Riecco, con la sua allegria, il gruppo de Vespa Legend Team, noncurante della pioggia delicata e fresca, pronto a rientrare verso casa, ma non prima di una doverosa pausa gelato.

Alla prossima!



Commenti

  1. Grazie Marco per il tuo immancabile resoconto... grazie Oltrepò per il buon cibo e il bel paesaggio (e grazie al LeggenDario che ha prenotato!)... grazie Peppo per la tua visita malgrado l'impegno di lavoro! A presto!

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