10.06.2018 - Nel Biellese con Luca

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La zona di Biella è poco frequentata dai Leggendari. Colpevolmente! E dopo questa bella domenica ci ripromettiamo di rimediare.
Da tempo meditavamo di visitare il celebre «Ricetto» di Candelo: così, con qualche giorno d'anticipo, ho contattato Luca - in arte «Guabix» - il quale, nonostante alcuni impegni personali per questa domenica, ha subito delineato un itinerario particolareggiato a nord-est di Biella.
Ritrovandoci fuori Vercelli attorno alle dieci, abbiamo fissato una prima tappa proprio al «Ricetto».
Candelo è un borgo non lontano da Biella, sorto sul limitare delle Prealpi, che oggi è famoso proprio per questa ampia fortificazione, il cui scopo era custodire in sicurezza i beni della comunità locale, specialmente quelli derivanti dall'attività agricola e vinicola in particolare. Una sorta di grande deposito protetto da assalti nemici, insomma.


Quello di Candelo è certamente uno dei più rappresentativi e meglio conservati. Gli edifici al suo interno conservano l'aspetto tipicamente medievale: costruzioni semplici e robuste, in mattoni e pietre, senza particolari decorazioni. I restauri degli ultimi anni hanno permesso la messa in sicurezza e l'efficace conservazione delle strutture, che oggi ospitano attività artigianali, botteghe artigiane, atelier ed enti turistici.
La visita è veloce e piacevole; le costruzioni sono separate da strade lastricate ortogonali fra loro. L'intera struttura è cinta da una possente cinta muraria, dalla quale svettano torri cilindriche anch'esse ottimamente conservate.
L'appuntamento con Luca coincide col nostro pranzo al sacco: la tappa che ha sapientemente scelto è in quota, fra gli estesi boschi del biellese. Precisamente presso il Santuario di Sant'Anna del Mazzucco, nel comune di Camandona. Presso il Santuario si trovano numerosi tavoli da picnic, all'ombra di grandi alberi. Posto ideale per pranzare!


Il Santuario è uno dei tanti luoghi di culto di queste montagne. Si tratta di una piccola chiesa, costruita nel XVI secolo, probabilmente su un preesistente oratorio; ad essa è annesso un piccolo eremo.
Nel nostro passaggio in questa zona abbiamo avuto la fortuna di trovare presso il Santuario alcune persone che negli ultimi anni l'hanno custodito, continuando ancora oggi ad averne cura; queste, con grande e generosa ospitalità, ci hanno permesso di visitare la chiesa e l'eremo, raccontandoci un po' della loro storia. Il complesso è stato ristrutturato alcuni anni fa, restituendogli piena dignità dopo anni di abbandono. L'interno della chiesa, in stile barocco, ospita un bell'altare finemente decorato; la piccola abitazione, nella sua disarmante semplicità, è assai suggestiva.


Ci viene offerto il caffé, mentre proseguono i racconti a riguardo di questo piccolo tempio immerso nel verde. Talmente in armonia con la natura circostante da aver dato asilo anche a qualche esemplare di picchio verde. Ne recano i segni quasi tutte le imposte sulle finestre: su ciascuna è ben visibile una grande foro in alto, l'ingresso, ed una seconda apertura in basso, ovvero l'uscita creata con pazienza dal caparbio pennuto.


Dopo questa bella sosta, da buoni pellegrini non ci resta che riprendere il nostro cammino: ripartiamo verso Biella, attraverso strade poco conosciute (ma Luca le conosce benissimo!). Prima di rientrare nel capoluogo, la nostra impeccabile guida ci conduce su per la «Valle del Cervo», a nord di Biella; qui, nel comune di Quittengo, presso la frazione Roreto, sorge Villa Piatti, magnifica residenza di un'importante famiglia di costruttori. Su di essa svetta la torre, di forma un po' stravagante; non meno curiosi sono gli ampi giardini, custoditi da una cinta che ahinoi ne garantisce la riservatezza.
Qui soggiornò ripetutamente, alla fine del XIX secolo, il celebre scrittore Edmondo de Amicis.


A questo punto dobbiamo davvero fare ritorno verso la città. Transitiamo dalla rotatoria che l'amministrazione ha dedicato alla Vespa, che proprio a Biella ebbe i natali nel 1945. Qui infatti furono realizzati i primi esemplari, a partire dal prototipo «MP5» che fu severamente collaudato sulle alture biellesi. L'officina Piaggio, infatti, fu costretta al trasferimento nella città piemontese durante la seconda guerra mondiale; gli stabilimenti toscani erano stati rasi al suolo, dunque l'amato scooter può dirsi, a ragione, «piemontese di nascita».


A dimostrazione del forte legame fra la Vespa e la città di Biella, si tiene in questo periodo una mostra a tema, allestita presso lo spazio espositivo del «MACIST», in via Costa di Riva, 11. L'ingresso è gratuito; la mostra è visitabile nei weekend.
Poteva il Vespa Legend Team mancare? Certo che no.
Arriviamo al museo ancora una volta guidati da Luca, che ora dobbiamo salutare e che ringraziamo infinitamente per il tempo che ci ha dedicato, nonostante importanti impegni.
Dopo la visita alla mostra, un fresco gelato è il giusto coronamento di una giornata speciale e ancora una volta davvero riuscita: merito anzitutto di Luca ed in secondo luogo della solita armonia.
Abbiamo compreso come quella di Biella sia una zona tutta da esplorare e come meriti davvero più di qualche visita. Restiamo d'accordo sin da ora con Luca: ripeteremo presto, senza dubbio.
Intanto grazie, grazie davvero.









Commenti

  1. Un saluto e un ringraziamento a Luca che ci ha portato a visitare posti bellissimi .

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  2. Bello il Ricetto di Candelo, davvero suggestivo il Santuario di Sant'Anna del Mazzucco: un piacere incontrare i volontari che se ne occupano, che ci hanno accolto con genuina ospitalità.
    Grazie Luca, per averci dedicato prezioso tempo e averci accompagnato in così belle strade. Alla prossima.

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