18.05.2014 - Raduno a Genova Nervi

Da 18 maggio 2014 - Raduno a Genova Nervi

Sabato era necessario, per così dire, preparare l’Ammiraglia, quindi un pieno di miscela, un flacone di olio nel bauletto e basta così.
Domenica mattina, alle cinque e venti suona la sveglia, credo di aver impiegato circa due minuti per capire che stesse suonando, maledette levatacce.
Assonnato, stordito, ma ero contento, il programma era raggiungere il raduno di Nervi, a bordo della mia Ammiraglia, finalmente un’uscita “lunga” con quella che è la mia prima Vespa, parzialmente trascurata, un po’ per conservarla, un po’ per noie stechiometriche.

In settimana ero stato a casa Benardi, tempo di posizionare la Vespa, Marco e Fabio, si sono dedicati a smontare a tempo record; penso che le squadre di meccanici di Formula Uno abbiano da imparare.
Ottima la diagnosi: il “corteco” non ha alcun segno di cedimento, meno male, era la mia preoccupazione principale.
Prelevato un getto centoventidue, dalla giacenza di Leggen-Dario e installato.
Marco ha osato, ovviamente non avevo nulla in contrario, profanare la candela, installata da oltre dieci anni, io non mi permetto di togliere i cofani dalla Vespa, figuriamoci la candela!
Perdindirindina! Ma che razza violenze ha subìto questa candela, bianca da paura, ma quello che mi colpisce è il classico colore azzurrastro, tipico di un acciaio scaldato, che si nota sull’esagono.
Fabio e Marco convengono che lo statore, gode di buona salute insieme al cablaggio relativo.
Morale avevo l’Ammiraglia col paraolio in ordine, un getto più grande, una candela nuova e un ritardo di ben due gradi e mezzo allo statore, il tutto fa ben sperare perché, almeno inizialmente, il gruppo termico, non ne voleva sapere più di far suonare il pentolame che l’ha sempre caratterizzato.


Da 18 maggio 2014 - Raduno a Genova Nervi

Ero contento, dicevo, di poter partire per un viaggetto, che si prospetta di oltre trecento chilometri, per più motivi:
il primo in assoluto è che moralmente festeggio un anno di appartenenza al Vespa Legend Team, ci tengo a precisare moralmente, perché la prima uscita fu il ventisei di maggio, quindi mancano otto giorni al completamento dell’anno solare.
Il secondo motivo è che la mia prima escursione con questo bel gruppo di persone, è stata proprio per raggiungere il capoluogo ligure, sarà una coincidenza, però mi piace che sia stato così.
Il terzo motivo è stato di osare, ma contemporaneamente temere, di andare “così” lontano con l’Ammiraglia e che per una volta, non sia io il più lento del gruppo, ma sia anche io equipaggiato con un generoso duecento!

La levataccia: porc…
Ma si, non c’è tempo per paroloni irripetibili, tanto la situazione non cambia, piuttosto è necessaria la colazione e poi la preparazione.
Finalmente nei giorni precedenti avevo trovato i miei guanti, acquistati insieme all’indimenticato Matteo a Filottrano, decido anche di indossare il “tubo” scalda collo, che scoprirò poco dopo essere un accessorio indispensabile, evita il freddo in faccia, fastidiosi spifferi al collo e di mangiare involontariamente proteine alate; effettivamente devo ammettere che essere attrezzati fa la differenza a superare il viaggio e le relative insidie.
La mia prima tappa è raggiungere Robecco, arrivo, abbastanza in fretta, noto che il tresp… ehmm il PX di Marco è già LI pronto e intravedo la coda di quel mezzo che arriva da lontano, che seppur non sia la mia serie preferita, adoro, dopo esserne stato accuratamente educato: la Bentley di Fabio.
Anche il resto della famiglia esce di casa per salutare e augurarci buon viaggio, in particolare la nonna di Marco chiede della salute di mio papà, gesto più che degno di nota, la rassicuro sui miglioramenti del genitore, pronti via!
La mia seconda tappa sarà l’ormai solito benzinaio a Vigevano, più o meno nei pressi della BCS, si aggrega una Vespa, io inizialmente non ho ben compreso chi fossero i due, tutto sommato pensavo a dar giù di gas, Luca e Laura sull’arcobaleno celeste, due clacsonate e due bracciate senza nemmeno fermarci.
Si giunge al benzinaio, Dario e Manuela sono già sul posto col duecento lavato e stirato e per intanto siamo già a quota cinque mezzi, ma il presidente? Dov’è il presidente? Calma, qualche istante e arriva anche lui con Sandra.
Nove Leggendari, sei mezzi, il resto del gruppo lo incontriamo più avanti.
In generale il percorso delle gite verso sud è costante, Vigevano, Mortara, Lomellina e Tortona, rettilinei scorrevolissimi che sfruttiamo per bene, mai tenuto velocità di crociera così alte, la lancetta del conta strada non è mai sotto gli ottanta.
Presso il parcheggio di non so bene cosa sia, ci si ferma per attendere gli ultimi tre Leggendari, rispettivamente Federico e la coppia Giovanni-Emanuela.
Proprio durante questa sosta il presidente Giorgio mi regala un portachiavi che realizza lui stesso, una molla lunga ideale per i px prima serie, impiego meno di un minuto a collegarlo alle chiavi.
Grazie presidente, sono piccoli gesti che innalzano di dieci volte tanto la stima!
Tutti in sella, non ci si trova qui.
In effetti li troviamo a una rotonda poco più avanti, poi come facciano a chiamare rotonda un piazzale di un benzinaio non lo so, non credo che ci possano riuscire nemmeno loro!
Beh l’importante è avere completato la formazione del Team.
Si percorre la statale dei Giovi, per gli altri sarà routine, per me no, sarà la seconda, massimo terza volta che la percorro.
Nulla di rilevante da segnalare se non una enorme quantità di veicoli vetusti parcheggiati qua e la e un’altrettanta enorme quantità di veicoli d’epoca che si accingono a raggiungere i vari raduni.
Sosta colazione, ci si ferma in un bar, un macchiato e un cornetto, ci volevano, fanno proseguire meglio la nostra gita.
Dal mio punto di vista il viaggio peggiora una volta giunti a Genova, strade, ponti, traffico, semafori, giustamente Federico mi dice “ga vören cent öcc” e io gli rispondo “e in nanca a sé”.
Per coloro a digiuno di meneghino: “ci vogliono cento occhi” “e non sono nemmeno abbastanza”.
Senza troppe difficoltà raggiungiamo la strada Aurelia e di LI  a breve la sede del raduno.
Wow, quante Vespe, di ogni qualità, ma quante sono? Ma dove ci mettiamo?
Andiamo ad iscriverci, il presidente autorevolmente compila di proprio pugno la scheda.
Si paga, si ricevono i gadgets, tra i quali una maglietta taglia S, per me ? La S per me? Pubblicamente dichiaro che sarà diversamente usata. Amen.
Meno male che c’è della focaccia come spuntino.
Tutti in sella che si parte per il giro turistico, beh non c’è tutta sta fretta, ora che si mettono in movimento tutti i mezzi presenti, passa almeno una decina di minuti.
Mentre si è sull’Aurelia, io non mi ero reso bene conto di quanti fossimo, Marco, mi dice ma hai visto tra davanti e dietro che fila? La mia risposta è stata “mi sento in un vespaio”.


Da 18 maggio 2014 - Raduno a Genova Nervi

Chi va più forte, gli esosi non mancano mai, chi va piano, chi ha noie meccaniche e immancabilmente non viene soccorso da nessuno, ma il bello di questo tipo di giri turistici è essere tanti, certo, si respira un po’ di fumo di miscela, c’è sempre qualcuno che abbonda con l’olio.
Nel procedere, guardo e ammiro taluni esemplari, in particolare ho apprezzato una TS, caspita, mai viste tante Ts tutte insieme, dicevo, una TS che Marco mi dice essere rosso Katmandù, cavoli, è veramente bella, mi piace un sacco. Un altro esemplare degno di nota, per i miei gusti, una VBB2, sarà che in garage non ho una ruote da otto ma la trovo stupenda.
Si parcheggiano tutti i mezzi in una via e si va a far la coda per mangiare, l’ultima quarantina di metri, prima della coda, li percorro a fianco di Laura, la quale cerca di farmi notare due bambini, mentre io le dico di essere distratto da altro, prontamente Laura mi dice “non guardavi i bambini, guardavi la mamma” ovvio che si!


Da 18 maggio 2014 - Raduno a Genova Nervi

Un po’ di pazienza per la coda, poi si prende l’antipasto a buffet e si prende posto.
Qui purtroppo la nota dolente, un organizzatore evidentemente con la scatola cranica vuota, si ostina ad insistere che se noi, del nostro gruppo, non ci stringiamo per far posto ad altre due persone, non si sblocca tutta la coda, che c’è dietro, di circa duecento persone, come se due posti in più o in meno, risolva la situazione per duecento anime.
Talmente imbufalito che dice a Fabio che andiamo fuori e ne parliamo.
Caro organizzatore: sei indefinibile!
Finalmente ci nutriamo, ci portano il primo, pasta al pesto, non ne vado matto, ma è commestibile.


Da 18 maggio 2014 - Raduno a Genova Nervi

Dopo non molto tempo arriva il secondo, fritto di pesce, qualche testa di calamaro e due pesci che ad occhio e croce mi sembrano essere due sgombri, che sfiletto senza dilaniare.
Memorabile un fatto, all’ennesima pedata scherzosa da parte di Dario, gli svuoto addosso mezza bottiglietta d’acqua, un’innaffiata ci voleva: ha smesso!
Purtroppo per esigenze idriche, mentre io e presidente, ci dirigiamo verso dei servizi pubblici, il nostro Team viene premiato.
Praticamente finito il tutto, due passi in riva al mare, un caffè per tutti tranne il sottoscritto che attende fuori dal bar con una enormità di “bagagli” tra giubbotti, zainetti e quant’altro.
Oramai, la nostra presenza nel capoluogo ligure volge al termine, ci si dirige verso i propri mezzi, la strada è tanta da percorrere.


Da 18 maggio 2014 - Raduno a Genova Nervi


Qualcuno parte con vestiario più leggero, io decido di “imbottirmi” subito tutto, scelta credo saggia, il sole scalda, ma io sento l’aria terribilmente fredda.
Il primo tratto del percorso è una tipica strada dell’appennino ligure, piacevolissima da “vespare” finalmente, mi godo anche io qualche salita e qualche curva, quando si ha il motore fiacco diventa uno strazio, ma col motore generoso è tutto un altro viaggiare.
Il rumore di pentolame mi sembra peggiorare, guido senza troppe preoccupazioni ma certo non tranquillo come con la centocinquanta, le mia dita sinistre non hanno mai abbandonato la leva della frizione, non si sa mai, una scaldata potrebbe cogliermi di sorpresa.


Da 18 maggio 2014 - Raduno a Genova Nervi

Il resto del viaggio di ritorno, nulla di che, prevale la stanchezza, la voglia di essere a casa, si tira parecchiotto, rispetto alle mie andature ideali, una sosta per un gelato, un paio di soste per i rifornimenti, a Tortona il Team inizia a dividersi, Federico e Giovanni percorrono un’altra strada, a loro più conveniente. Il resto procede unito fino a Mortara, da li io decido di seguire Luca, che non so bene come faccia, ma mi fa sempre risparmiare dei chilometri, che dopo una giornata di vespa, stanco e l’imbrunire del cielo, fan sempre comodo anche solo quattro o cinque in meno.
Qualche numero quattrocentoundici chilometri percorsi per questo raduno.
In un anno di Vespa Legend Team:
- nove escursioni vespistiche, più altre in auto.
- Tremilacentonovantuno chilometri percorsi.

Galleria fotografica:


Commenti

  1. Come sempre un ottima tesina , anzi un esame di diritto...fino alla prossima curva.

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  2. Nel sottoscala con la lettera 32 esprimi sempre il meglio di te , complimenti !! un lampeggio .

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  3. Grande Peppo, racconto magistrale!
    Quanto al raduno, è stato comunque un bell'evento; pranzo ottimo e a buon prezzo, e pur sempre in riva al mare.
    L'organizzatore io saprei come definirlo, ma in fondo è superfluo, e non a caso è stato arginato dai suoi. Del resto, è una vecchia conoscenza dei mercatini, ed anche in quei contesti ha saputo distinguersi in maniera poco onorevole. A sua parziale discolpa, potrebbe essere imputato il vino piemontese servito con abbondanza ai tavoli.

    Poco male, ai danni delle scatole craniche sgombre il Vespa Legend Team sa porre rimedio con i suoi punti di forza... Quanto divertimento anche domenica, sia in sella che con le gambe sotto al tavolo.
    Alla prossima... e buon LegendAnniversario!

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