7.07.2019 - Intragna e sagra della costina

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Non deve stupire se certe destinazioni ricorrono nelle uscite domenicali del Vespa Legend Team. Semplicemente, dove ci troviamo bene... ritorniamo volentieri. E questo vale anche per l'ottima  «sagra della costina» di Intragna (VB), dove ci recammo già due anni fa.
Questa festa popolare si svolge nella bellissima cornice della valle Intrasca, immersa nel verde del parco della Val Grande. Intragna è un piccolo paese di poco più di cento abitanti, eppure la sagra è partecipata e molto ben organizzata.
È questa un nuova giornata trascorsa nel Verbano, e perciò il tragitto dell'andata si sviluppa, come di consueto, lungo le rive del lago Maggiore. Ma con un imprevisto: ad Arona si tiene una gara di triathlon e questo comporta il blocco della circolazione sulla SS33, con il comprensibile sconcerto degli automobilisti incolonnati che si ritrovano, d'un tratto, ad invertire la marcia in assenza di indicazioni chiare. Per noi, su due ruote, il disagio è decisamente minore: saliamo al Sancarlone attraverso la strada che porta alla Rocca. Da qui percorriamo alcuni chilometri in collina, passando da Dagnente, Ghevio, Massino Visconti, per poi scendere di nuovo sulla strada costiera all'altezza di Lesa. Con l'irripetibile privilegio di trovarla pressoché sgombra, con buona pace dei poveri automobilisti rimasti fermi ad Arona.
Con questa premessa arriviamo a Verbania poco prima di mezzogiorno; lì ci aspettano Luca, Laura e Denis, pronti a condurci su per le strade che lambiscono la Val Grande.
Pochi chilometri di salita attraverso le località di Cambiasca e Ramello, approdiamo infine al piccolo borgo, che sorge ad oltre settecento metri di quota.
La sagra è organizzata sotto ad un'ampia tensostruttura; alla cassa si sceglie cosa mangiare e si indica il proprio tavolo. I numerosi collaboratori provvedono poi a distribuire le pietanze.



Molte le scelte possibili: pasta con vari condimenti, polenta e capriolo, merluzzo con crema al latte, servito con una particolare polenta «in frescul», che pare una risposta piemontese al cuscus. Tutto squisito!

Dopo pranzo, si gioca un po' con Denis, che saltella qua e là fra i tavoli e, imitando altri bimbi, stringe pure amicizia con un pacioso ed anzianotto labrador.
Decidiamo di salire verso l'alpe Gabbio, attraverso la tortuosa strada asfaltata che culmina in un piccolo piazzale che funge da parcheggio. La nostra presenza è senz'altro un po' rumorosa, e non certo solo per più piccolo dei presenti: di certo non lo immaginava la coppia di anziani dedita all'enigmistica...


Inutile dire che quassù il clima è piacevolissimo e scoraggia sul serio la discesa; ma non possiamo indugiare troppo. Ripercorriamo l'unica strada possibile sino a Cambiasca, da qui scendiamo a Trobaso. Dopo i saluti, decidiamo di ritornare sulla riva del lago Maggiore, che troviamo ancora piacevolmente poco trafficata.
Ci concediamo una pausa in quel di Meina, non lontano da dove un tempo sorgeva l'Hotel Vittoria ¹, prima di fare ritorno a casa.




¹ L'Hotel Vittoria, sul lungolago di Meina. Ora qui vi è un piccolo parco che si affaccia sul lago. Nella serena consuetudine di questa località lacustre, turisti ed ignari avventori si godono il refrigerio offerto dal chiosco e dall'ombra dei grandi pini. Dell'albergo, teatro di una terribile strage nazifascista ai danni di cittadini di origini ebraiche, non resta nulla: è stato abbattuto alcuni anni fa. Tuttavia c'è posto, qui, per un pizzico di reverente, doverosa amarezza.









Commenti

  1. Ma quante belle gite mi sto perdendo?

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  2. Vero, da settembre si prega, gli acciaccati ,di ritornare in sella ,te capii'

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  3. Spesso la bellezza sta nelle cose semplici, sagra ben gestita, "sempreunpiacere" incontrarci nei nostri luoghi :-) e grazie a tutti per il babysitteraggio ;-)

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